Intervista a Beppe Grillo
Giuseppe Grillo (sento che sua moglie la chiama così), lunedì lei era davanti alla pretura di
Revere, presso Mantova, dov'era in corso un processo contro l'Enel. Cosa ci faceva?
Curiosità. Volevo vedere come funziona fisicamente il rapporto tra il consumatore e il
monopolio: di qui avvocati belli e eleganti, di là noi disgraziati. Un sindaco impiegato dell'Enel
che si costituisce parte civile e al processo fa scena muta. Bellissimo. Fonte di notevole
ispirazione.
E la sostanza?
Due centrali termoelettriche, Ostilia e Sermide, emettono sostanze tossiche e causano gravi
danni alla salute pubblica, danni documentati dai medici del posto. Ma non ci sono leggi
adeguate: l'oblazione, accettata dall'Enel, estingue il reato. I parametri in Italia non li fanno i
medici, ma gli economisti.
E le leggi sull'inquinamento?
Sono per quelli che buttano la roba dalla finestra.
Quali Paesi sono più avanti di noi?
Tutti. L'Italia è il Paese messo peggio e quello dove la corrente elettrica si paga di più.
L'Enel ha fatto passi avanti?
Ne sta facendo di giganteschi. Indietro.
E Chicco Testa? Non si fida di un presidente che viene dall'ambientalismo?
No, sono ancora più preoccupato perché l'Enel, per mettersi al riparo, sta finanziando
Legambiente, Wwf, Fai e altre associazione ambientaliste. Guardi questa lettera. E' cortese.
Me l'ha scritta Chicco Testa qualche giorno fa. Poi l'ha data all'agenzia di stampa Adn-Kronos.
Lei ammira Schonau, il paese tedesco dove i 2.500 abitanti si sono comprati la rete elettrica.
Ma non e' ingenuo pensare che il mondo industriale si possa riorganizzare su queste basi?
Ma io non voglio parlare del mondo. Io voglio parlare di paesini. E aggiungo che sono per il
carbone che inquina meno del petrolio.
A Londra è vietato bruciare carbone, che aveva conciato la città da far schifo.
Perchè non lo desolforavano.
Le apparecchiature di casa sua sono adeguate ai suoi ideali, o lei è una vittima come tutti noi?
Per le apparecchiature, sono una vittima. Lo sono meno per la fonte di energia. In giardino ho
una centrale fotovoltaica - pannelli solari - che alimenta un quarto della casa. E un'automobile
elettrica.
Quanta energia può produrre un privato?
Parecchia, sebbene i costi fissi siano alti. Ma non può distribuirla ad altri. Dovrebbe
immettersi nel sistema dell'Enel. Che non ci sta.
"Desolforavano", "pannelli fotovoltaici". Lei parla come un docente del Politecnico.
Guardi: a un certo punto, di parlare di Craxi, Andreotti e Previti non ne potevo più. Alcuni
amici - chimici, fisici, professori universitari - mi hanno aperto gli occhi. Mi hanno fatto capire
che tutto dipende dall'economia. Mi hanno fatto scoprire quella clinica per malati mentali che
è un supermercato, cosa c'è dietro un formaggino.
Lei ha deciso di mettere la sua popolarità al servizio di alcune cause (e quelle cause non hanno
certo danneggiato la sua popolarità). Perché altri non la imitano?
Perché non percepiscono il problema. Più che malafede, c'è ignoranza.
Costo dell'operazione?
Non si faccia strane idee: non sono un negletto. Ho un seguito, gente che paga 50 mila lire per
venire al mio spettacolo, e mi permette di vivere benissimo. Ogni tanto mi manca la tv, perché
vorrei far sapere a milioni di persone quello che credo di aver capito.
Crociate vinte?
La gomma del tergicristallo. Ora viene prodotta in Italia: non c'è più bisogno di buttar via
tutto il pezzo, ma costa solo 3000 lire meno del tergicristallo completo. Lo spazzolino
smontabile (si sostituiscono solo le setole) lo fanno gli altoatesini. Il 144 telefonico è
diventato 166 ma per fortuna è quasi andato via.
Sempre poco amore per la Telecom...
E come potrei? Senta questa: in Veneto metà degli edifici della Telecom non sono a catasto e
quindi non pagano imposte. E sospetto che sia così dappertutto.
Nel suo ruolo di difensore civico, se l'è presa anche con la nuova legge sulla privacy.
E' inapplicabile. E' una legge che va bene alle banche: o firmi il modulo che ti ho preparato, o
non ti apro il conto.
Obiezione. Forse è il pubblico che è poco interessato a queste cose. L'altro giorno mi sono
iscritto in quei negozi che affittano videocassette. Chiedevano dati personali e
l'autorizzazione a usarli per fini commerciali. Ho detto "no", indicando il cartello sul muro che
citava la legge sulla privacy. Mi hanno risposto: "Lei e' il primo cliente che fa una cosa del
genere".
Chiaro. La gente non legge i cartelli. La gente non capisce. E poi forse non gli importa di farsi
riempire la cassetta delle lettere di quintalate di schifezze.
Lei usa Internet?
L'avevo. L'ho tolta da quando s'è infilata la pubblicità.
Ma la navigazione è quasi gratuita. Certi servizi andranno pur pagati.
Guardi: una volta ho fatto una ricerca su Internet e mi è arrivato il mondo in casa. Troppe
informazioni. Lo stesso vale per la tv: non si chiude. Vada di là a vedere i miei figli.
Giornali?
Non ne leggo; tutt'al più qualche libro. La distruzione delle informazioni sarà una delle grandi
virtù del futuro. Viva la sana censura.
E i suoi amici ambientalisti? Perché non si occupano anche di ecologia mentale?
Gli ambientalisti erano convinti che l'ambiente fosse un bosco. Adesso si sono accorti che
invece è un litro di latte o quello che sta dietro un motore a scoppio. E poi, le dirò: mi spaventa
un mondo salubre comandato da Greenpeace. L'ideale di quella gente è usare energia
alternativa per produrre le stesse cose superflue. Io invece contesto il sistema. Ci serve
avere una centrale in più per alimentare televisori spenti? Io dico di no.
Genova, da questo punto di vista, sta meglio o peggio di altre città italiane?
Io dico meno peggio essendo la più conservatrice e la più paurosa non ha avuto un incremento
esponenziale di questa insensata crescita economica.
Per chi vota domenica?
Non voto: risiedo in provincia. Se votassi, voterei Sansa. Il sindaco che c'è. Il meno peggio. Un
magistrato, una persona per bene. Ma in campagna elettorale ho sentito cose vecchie, nella
città più vecchia d'Italia, che e' il Paese più vecchio del mondo. Io invece ho l'ottimismo della
catastrofe. Si va giù, e si ricomincia.
Dovrebbe piacerle Bossi.
Bossi e' uno vero, ruspante, dice delle balle stupende: 7 milioni di persone invece di 3, quelle
cose li'. Bossi e' uno con i pantaloni di gabardine.
Ammesso e non concesso che la Liguria faccia parte della Padania, lei, Giuseppe Grillo, si
sentirebbe tranquillo con Bossi ministro plenipotenziario?
Bossi sarebbe un magnifico dittatore. Un po' come me.
