Discorso all'umanità 1999
Dopo il primo giorno, Dio vide che la luce era cosa buona. Tatò, Chicco
Testa e quattro milioni di italiani si sarebbero fermati lì, aspettando i dividendi delle
azioni Enel. Ma a Dio la luce non bastava, e creò tutto il resto piuttosto in fretta. Poi, il
settimo giorno cessò ogni lavoro. Ma è proprio vero? In realtà la Bibbia dice: «Nel
settimo giorno Dio portò a termine il lavoro che aveva fatto» (Genesi 2, 2). Un po' di
lavoro nero... E perché non ce l'hanno mai detto, quale lavoro fece Dio nel settimo
giorno?
Secondo tempo. Voglio farvi una rivelazione. Un amico americano mi ha detto che
forse ha scoperto quale lavoro fece Dio quel giorno. Creò un'istituzione che avrebbe
continuato e portato a perfezione la sua creazione. Dio pensò: «Questo è un mondo
perfetto: l'ho fatto io, l'essere perfettissimo! Se però lo volete più perfetto, andate avanti
voi. A me piace così». Creò allora un posto di raccoglimento, dove pochi uomini
particolarmente saggi e avveduti potessero decidere come rendere la creazione più
perfetta. Quel posto sta in una via che si chiama Wall Street... Qui è cominciata la
seconda genesi.
Tempo e porchette. Vi piace la porchetta? Sì che vi piace. Volete un maiale da 300
chili? Pensate che porchette... La Borsa ve lo dà! Genetics, Embriotics, Maialics... tutte
società quotate in Borsa. Ecco il maiale (diapositiva). Una volta era un criceto! E questi
(pesci di 30, 40 centimetri) una volta erano bianchetti! Tolgono un paio di geni da qua, li
attaccano di là: fatto!
Il tempo corto. Noi abbreviamo i tempi della natura, ci dicono. Facciamo accadere in
due mesi quello che spontaneamente accadrebbe in due milioni di anni. Modificare la
natura, lo facciamo da millenni. Una rosa, ad esempio, è il risultato di secoli di selezioni e
incroci fatti dall'uomo. Anche il mulo non è una bestia "spontanea". Un giorno un
allevatore ha presentato un asino a una cavalla. I due si sono piaciuti ed è nato il mulo.
L'allevatore ha "creato" il mulo? Esagerato. Se a una festa presento Naomi Campbell a
Michael Schumacher (diapositive), i due si piacciono e nasce non un mulo ma una
mulatta, posso dire che l'ho "creata" io? Presentare la cavalla all'asino, o la Campbell a
Schumacher, semplicemente abbrevia il tempo che quei due avrebbero impiegato per
incontrarsi per caso: dieci, mille, un milione di anni? Più l'incontro è improbabile, più
tempo impiega ad avvenire per caso.
Il tempo improbabile. Ecco qua un pomodoro e un merluzzo. Quante probabilità ci
sono che, prima o poi, naturalmente, un pomodoro conosca (biblicamente) un merluzzo?
Mah, l'impossibile, in una miliardata d'anni, diventa probabile... Noi lo facciamo in tre
mesi!, dicono le ditte genetiche. Prendono un gene dell'antigelo del sangue dal Dna del
merluzzo della Groenlandia; lo mettono nel Dna di un pomodoro della California; il
pomodoro resiste meglio al freddo. E ci sono altri vantaggi: se l'antigelo costa troppo,
nel radiatore della macchina potete metterci la passata.
Il tempo ti frega. Occorre però essere informati. Io sono allergico al pesce, vado al
ristorante, ordino una caprese e zac, ci resto secco.
Il tempo rimescola. Le barriere tra le specie svaniscono. Lucciole e tabacco, con le
foglie che sembrano dei neon. O uomini, ad esempio Pavarotti, e farfalle...
Il tempo risana. Poi ci sono i "nutroceuticals", i cibi che sono anche medicine. Nella
patata hanno messo il gene dell'antibiotico, nelle banane i vaccini. Basta andare dal
fruttivendolo. «Vorrei due chili di patate». «Signora, ce l'ha il ticket?».
Tempo informato, mezzo salvato. Appunto, c'è un problema: l'informazione. La patata
antibiotica e quella normale sono esattamente uguali. Per distinguerle, adesso, devi fargli
l'esame del Dna. Oppure succede come con questo latte, il "latte omega 3". All'olio di
pesce, che protegge le arterie: hanno preso del normale latte e ci hanno spremuto dentro
del normale baccalà. Ma non lo scrivono. Ecco la pubblicità: «Abbiamo scoperto il latte
omega 3». Si scopre un vulcano, si scopre un pianeta. Si scopre quello che già esiste.
Un'automobile o un frappè vengono inventati, non scoperti. Anche il latte all'olio di
pesce: può solo essere inventato, non scoperto, perché non esiste. La differenza tra
inventare e scoprire è la stessa anche per le manipolazioni genetiche.
Il tempo superumano. Nel XXI secolo potremo mettere mano anche al Dna
dell'uomo. Perché accontentarsi dei bambini così come vengono? Come lo vuole,
maschio o femmina? Più chiaro, più scuro? «Vorrei dieci chili di gemelli». «Tolgo il
grasso?» «Ma no, lasci pure».
Il tempo confuso. Facciamo confusione anche quando contiamo il tempo. Gesù è nato
nell'anno 6 avanti Cristo: anche lui aveva una gran fretta, è nato sei anni prima di se
stesso. Il vero 2000 è stato quindi il nostro 1993.
Il tempo bacato. Il millennium bug. Sapete di chi è la colpa? Sua, di questa vecchina
(diapositiva di Denise), che 50 anni fa inventa il linguaggio dei computer e, per
risparmiare memoria, nella data riduce l'anno alle sue ultime due cifre. E nel Duemila?
Boh, cavoli loro, avrà pensato. Ci ha pensato Bill Gates, uno che comunque ci
guadagna: se un giorno tutti i computer impazziranno, scopriremo che è lui il più grande
allevatore di piccioni viaggiatori della terra. Per il bug abbiamo speso mille miliardi di
dollari, cioè quasi due milioni di miliardi di lire. Che cosa avremmo potuto farci? Ad
esempio, sostituire tutto il parco macchine europeo con auto all'idrogeno o a cellule
solari. Ci dicono sempre: «Mancano soldi e tempo».
Il tempo rubato. Impieghiamo tempo su tempo per costruire macchine che ci facciano
risparmiare tempo. Ma dove lo abbiamo messo tutto questo tempo risparmiato? Il
tempo è nostro, non facciamocelo rubare.
