RIFLESSIONI PERIODICHE IN CONTROTENDENZA 1
Solo in queste ore dai corridoi di Viale Mazzini 14 sono filtrate un po' di indiscrezioni e si è saputo che, oltre ai riferimenti alla Stet, i
titolari del servizio pubblico non "gradivano" le citazioni di Grillo riferite all'Opel, al Mulino Bianco e - ovviamente - alla Fiat di Cesare
Romiti tutti "soggetti deboli da tutelare"!!!
Naturalmente per quei signori il giudizio sullo spettacolo era anche complessivamente negativo, perché diffamatorio, eccetera eccetera.Ed
allora vediamo i passi incriminati.
Sulle Oper Astra ritirate dal commercio la Rai vorrebbe le prove sicure della verità dei fatti. Ma bastava leggere i giornali tedeschi dello
scorso anno che riportavano con assoluta dovizia di particolari i fatti riferiti nello spettacolo, se proprio non si voleva andare a sentire i
rappresentanti della casa automobilistica, come ha fatto Grillo parlando con la Opel Italia.
Ovvio, no? Certo! ma come trovare i giornali tedeschi? Sarebbe bastato guardare la cassetta dello spettacolo perché essi erano lì tutti
riportati in bella evidenza!!!
In ogni caso, ecco l'indirizzo della OPEL Italia:
P.le Industria 40 - 00144 - Roma Tel. 06 54.651 - Fax 06 59.23.814 (purtroppo l'Opel Italia non ha un numero verde per i
consumatori).
A proposito del Mulino Bianco Barilla, invece, la Rai sostiene che sarebbe "denigratoria" l'affermazione (che potrete leggervi
integralmente nel testo trascritto in questo sito Internet) secondo la quale l'affermazione pubblicitaria della Barilla, che attribuisce alle
proprie merendine una "sferzata d'energia", dovrebbe essere contrastata (sull'altro canale, per "par condicio") da un pediatra che, in
contrario, dovrebbe esaltare il ruolo del semplice pane e miele.
Ma allora, se la Rai ritiene che questa è denigrazione, perché il TG1 delle 13,30 del 9 gennaio 1996 ha mandato in onda un servizio su di
una ricerca medica ove si sostiene che la maggior parte dei bambini delle scuole elementari sono sovrappeso?
E perché l'autore del servizio ha attribuito parte della responsabilità di ciò al fatto che i bambini si nutrono troppo con i prodotti che
vedono nella pubblicità televisiva? E perché a commento del testo venivano messe in onda le immagini di una catena di produzione dei
cornetti Algida? Quale è la differenza?
A proposito, poi, delle vetture Fiat di Romiti che inquinano e degli effetti di tale inquinamento (altro riferimento ritenuto denigratorio dalla
Rai) consigliamo a tutti la lettura della ricerca della Fondazione di Oncologia e Scienze Ambientali "B. Ramazzini" (Via Torleone
43 - 40125 Bologna) eseguita dal prof. Cesare Maltoni e dal dott. Morando Soffritti. Altra lettura che consigliamo vivamente è
quella della decisione dell'Autorità Garante della pubblicità (Via Liguria 26 - 00187 Roma - Tel. 06/38.16.21) del 15 novembre 1994
nel proc. PI 252, con la quale è stato vietato alle industrie petrolifere di utilizzare il termine "verde" per definire la benzina senza piombo.
E se tutto ciò è denigrazione, come sostiene la Rai, perché il TG2 delle 20,30 del 28 dicembre 1995, (trasmettendo inquadrature anche di
auto Fiat in movimento) in un servizio sui danni provocati dall'inquinamento da benzene, si è domandato: "Quando si arriverà all'auto dai
cui scappamenti uscità solo vapore acqueo?", e per commentare questa affermazione ha fatto vedere lo spettacolo di Grillo nel quale
viene presentato il furgone ad idrogeno? Perché le performance di Grillo possono essere trasmesse in un telegiornale (era già accaduto lo
scorso anno) ma non nella registrazione dello spettacolo che le contiene? Perché il furgone ad idrogeno può essere proposto come
"invenzione fantastica" da Bonolis nella trasmissione della rete Uno Rai "I Cervelloni" e non può essere proposto, sempre sulla rete Uno,
come alternativa all'inquinamento?
Quanto poi al complessivo contenuto denigratorio dei riferimenti a nomi, marchi, aziende, che differenza c'è tra la critica satirica di un
artista e quella di un critico d'arte, televisivo, cinematografico, letterario, culinario, eccetera, eccetera, tutte idonee a "stroncare" un
prodotto esistente sul mercato rovinando il suo titolare?
Eppure i secondi compaiono regolarmente su Rai Uno senza che si parli neppure di denigrazione.
E quante volte i una settimana trasmissioni Rai come quelle di Lubrano fanno riferimenti non sempre lusinghieri a prodotti presenti sul
mercato? Ci si dirà: quelli sono esperti e non comici. Ma anche gli esperti sbagliano e quando lo fanno le conseguenze sono peggiori della
irrisione di un comico. La Rai lo sa, per essere già stata condannata - in primo e secondo grado (sentenza della Corte di Appello di
Roma del 18 aprile 1994) - e nonostante la difesa dell'Avv. Ruffolo, esperto di Lubrano, a pagare alla società che fa i noti bastoncini
di pesce, la bella somma di lire undici miliardi, per l'utilizzo ritenuto denigratorio di alcune analisi scientifiche nella trasmissione "Di tasca
nostra".
Eppure non per questo la Rai ha sospeso la trasmissione di Lubrano cui qualcuno ha pure contestato qualche "ingenua inesattezza".
Al contrario, nessuna azienda ha mai, ripetiamo mai (dimostri il contrario chi può) presentato alcuna richiesta di risarcimento per l'ultimo
spettacolo di Grillo che ha avuto circa 60 repliche nel 1995, in tutte le principali piazze d'Italia, con alcune centinaia di migliaia di
spettatori ed è stato fianache diffuso televisivamente dalla WDR di Colonia in Germania e dalla TSI di Lugano in Svizzera.
Ed allora, dov'è più concreto il rischio di risarcimenti? E in base a quale parametri la Rai valuta questo rischio?
Piccole contraddizioni Rai che vanno capite: tengono famiglia!
